Arte e fede

  • BIBLIOTECA DEI PADRI PASSIONISTI "FONDO ANTICO"

    BIBLIOTECA DEI PADRI PASSIONISTI "FONDO ANTICO"

    Ente di appartenenza dei Padri Passionisti presso il ritiro di S.Maria di Pugliano di Paliano, la biblioteca del "Fondo antico" è stata istituita nel 1765. Accesso: apertura a richiesta. Servizi: consultazione. PATRIMONIO Tipologia: manoscritti, volumi e opuscoli, incunaboli, edizioni del XVI-XIX, libri antichi privi di data, periodici, incisioni, fotografie. CATALOGHI Cataloghi speciali: catalogo automatizzato del fondo antico per autore e titolo sw CDS/ISIS-EDAN; inventario a stampa del fondo antico. Attività: Visite guidate al fondo librario antico Tipologia funzionale: biblioteca specializzata in scienze religiose. (Fonte: http://smdipugliano.altervista.org/index) Tel: +39 0775533159.Fax: +39 0775533696. Indirizzo mail: biblio.paliano@passionisti.org. Sito internet: http://smdipugliano.altervista.org/index.html »

  • COLLEGIATA DI SANT'ANDREA APOSTOLO

    COLLEGIATA DI SANT'ANDREA APOSTOLO

    Si parla di una chiesa dedicata a Sant’ Andrea già dal 1224. Nel 1500 Marcantonio II Colonna riedifica dalle fondamenta la chiesa già esistente, allora di dimensioni più piccole; Le vicende storiche hanno visto un susseguirsi di signori al comando del feudo di Paliano,  ma dal 1562 sarà solo la famiglia Colonna a regnare. Marcantonio II Colonna  dal 1569 fu Duca e Principe,  così riorganizzò il suo stato e fortificò la cittadella dedicandosi anche alla chiesa di Sant’ Andrea. Nel 1571 ottiene il titolo di Collegiata per questa chiesa. Alla morte di Marcantonio II, nel 1584 in Spagna, la chiesa non era ancora terminata ma presentava una cripta sotterranea per la sepoltura della famiglia Colonna sovrastata da una cappella, oggi il coro, che conteneva i loro monumenti funerari. All’inizio del Seicento salì al potere Filippo I il quale ultimò la costruzione della tomba di famiglia già avviata dal nonno Marcantonio II. Fece trasportare nella tomba di Paliano la salma della madre,  Anna Borromeo,  da Palermo. Nel 1622 morì sua moglie Lucrezia Tomacelli, nello stesso anno fu ampliata la cripta e fu costruita una cappella dedicata a Santa Lucrezia, in memoria della defunta, fu ampliato anche il Palazzo Colonna adiacente la chiesa. Filippo I con i suoi interventi trasformò la chiesa in una seicentesca cappella mausoleo,  inoltre le diede l’aspetto che noi vediamo oggi. Verso la seconda metà del Seicento iniziarono i lavori per la ricostruzione della facciata e la ristrutturazione dello spazio interno. La facciata era tripartita con due cornici che segnavano il livello dei piani,  mentre la parte superiore dell’edificio era rettangolare.  All’ interno della collegiata troviamo, tra gli altri, “Il martirio di Sant'Andrea” di Tommaso Conca (nipote del famoso pittore Sebastiano Conca) databile 1790. Uno degli architetti che partecipò alla lunga edificazione della collegiata fu Antonio Del Grande. »

  • CHIESA DI SANT'ANNA

    CHIESA DI SANT'ANNA

    Fin dai tempi antichi esisteva una piccola chiesa conosciuta con il titolo di Santa Maria della Neve prima,  e Santa Maria Nova o della Frusta, poi. Sulla campana qui presente c’era la data 1367, ciò significa che la chiesa la precede di molto. Cento anni dopo fusa e rotta la campana fu rinnovata a spese del priore della società della Beata Vergine Maria; un’iscrizione con data 1463 riporta questo restauro.Nel XVIII secolo la porta della sacrestia era collocata a destra dell’altare, sotto un’impalcatura di legno ed il tetto coperto di canali laterizi. Sopra la parete della sacrestia si alzava un muro che serviva per la costruzione di un locale da poter usare per la confraternita di Santa Maria della Neve. A sinistra dell’altare maggiore,  c’erano delle finestre convetrate,  un campanile e sotto questo il confessionale. Divenne parrocchiale il 28 Giugno 1791 per opera del cardinal Spinelli,  vescovo di Palestrina; nel 1907 ottenne in dono il fonte battesimale. Nel 1931 la chiesa subì un crollo ed iniziò il restauro. Fu allungata di circa dieci metri,  fu aggiunto il campanile e si cambiò il suo orientamento aprendo la nuova facciata verso Est,  non più diretto verso il paese, ma dal lato della nuova strada costruita dopo lo smantellamento delle mura, per permettere il passo carrozzabile verso Anagni.Fu riaperta al culto il 26 Luglio 1936. Fu in seguito restaurata con l’aggiunta di marmi nella balaustra del presbiterio e in tutta la base del perimetro interno. »

  • CHIESA DI SAN ROCCO

    CHIESA DI SAN ROCCO

    E’ una chiesa rurale che nel XVIII secolo risulta avere tre titoli: San Rocco,  Beata Vergine,  San Sebastiano. La chiesa era comunitaria ed aveva un solo altare. Con l’incastellamento le chiese rurali furono dimesse ed i loro beni spostati nelle chiese all' interno delle mura. Probabilmente fu ricostruita dopo il 1656, dopo l’epidemia di peste, dove esisteva già una cappella di campagna dedicata a San Francesco. Nel suo interno troviamo una pala d’altare che raffigura la Madonna col Bambino e due Santi,  uno dei quali è San Rocco,  firmata e datata Giacomo Mango 1780; una tela a lato sinistro dell’altare che  rappresenta San Rocco e forse potrebbe essere attribuita a Giuseppe Passeri,  ma non c’è alcuna firma. La pala è stata più volte restaurata: nel 1884 da Tommaso Lorenzo,  nel 1925 da Severino Giovannoni,  ed in ultimo nel 1961 da Giacomo Lisia, noto pittore palianese. La chiesa,  ad una unica navata,  presenta un solo altare ed è fornita di una campanella che in occasione di San Rocco,  il 16 Agosto,  suona a festa. Fonte: www.palianoturismo.it »

  • CHIESA DI SAN SEBASTIANO

    CHIESA DI SAN SEBASTIANO

     Dai documenti storici delle Cronache Sublacensi risulta che nel secolo XI , precisamente nel 1083,  l’abate Giovanni V acquistò la chiesa di San Sebastiano insieme a tutte le sue pertinenze. Per conto del monastero,  infatti,  venivano acquistate chiese rurali, sparse sul territorio, per ricavarne le rendite. Erano già di proprietà sublacense in Paliano i monasteri di Santo Stefano e San Pancrazio, ma di questi non si conosce la collocazione; quello di Pancrazio, probabilmente, era l'attuale chiesa di San Rocco. Vicino la chiesa di San Sebastiano,  nel 1083,  c’era un monastero di Benedettine. La chiesa fu adibita per molto tempo a cimitero come era usanza al tempo, solo nel 1804, con l’ editto di Saint Cloud verrà formalizzato un corpus di norme che indicavano il posto per la sepoltura al di fuori del centro abitato. Nel XVIII secolo  la chiesa era composta da tre stanze, in uso da un eremita che la custodiva,  ed era tenuta dai monaci di Santa Scolastica a Subiaco. C’era un solo altare,  attorno ad esso vi era un affresco della  Santissima. In mezzo a questo era  riportata un’ immagine di San Sebastiano che doveva essere sicuramente più decorosa,  probabilmente era un quadro. Le finestre laterali, di piccole dimensioni,  dovevano essere coperte con vetri o tele. Oggi si trova ancora un unico altare con una tela raffigurante il Martirio di San Sebastiano,  dipinta nel 1961 dal pittore palianese Giacomo Lisia. Fonte: www.palianoturismo.it »