Castelli e palazzi

  • PALAZZO PETRARCA

    PALAZZO PETRARCA

    E' stato costruito nel 1600 dai Petrarca, famiglia appartenente alla borghesia di campagna, ma molto istruita, tanto da avere tra i suoi rappresentati più illustri ecclesiastici e avvocati. Uno di essi, Generoso Petrarca, fece insediare a Paliano l'ordine dei Passionisti (1755). Nel 1767 il palazzo ospita San Paolo della Croce come testimoniato dallo scritto di Giuseppe Comparelli  "San Paolo della Croce da Napoli a Roma". E' dotato di una Cappella privata e di numerose salette affrescate con cicli pittorici ad opera di Tommaso Conca, autore anche del Martirio di Sant'Andrea, il grande ovale che si trova dietro l'altare della "COLLEGIATA DI SANT’ANDREA APOSTOLO". »

  • PALAZZO FERRAJOLI

    PALAZZO FERRAJOLI

    Appare con una struttura di origine relativamente recente (fine 1800), perchè sembra sia stato demolito, ricostruito ex novo e sopraelevato dal Cardinale Simeoni, proprietario del Palazzo dal 1871, dopo la morte del padre Alfredo Simeoni. Passato di proprietà alla famiglia Navone per via di un vincolo di parentela, nel 1973 viene ceduto alla Marchesa Ferrajoli, da cui il nome del Palazzo. Attualmente l'intero stabile è di proprietà della Banca del Credito Cooperativo di Paliano e dunque non è fruibile dai visitatori.   »

  • PALAZZO DUCALE O PALAZZO COLONNA

    PALAZZO DUCALE O PALAZZO COLONNA

    Con la fine del Medioevo e il mutare dei rapporti feudali, terminano le contese  tra le potenti famiglie romane. Nella seconda metà del XVI secolo, dopo la guerra franco-spagnola, l’epica vittoria di Lepanto contro i turchi (1571) e la definitiva pacificazione, inizia per la Campagna romana un periodo di trasformazioni sociali, di riordino degli assetti politici e di sviluppo edilizio. Agli inizi degli anni ’20 del XVII secolo, il Gran connestabile e IV duca Filippo I Colonna (1578-1639) avvia a Paliano la costruzione del palazzo di famiglia adiacente alla Collegiata di Sant’Andrea, su un terreno cedutogli dai canonici. Ultimato probabilmente attorno al 1630 e collegato alla chiesa tramite la cappella ducale, Filippo fa apporre sull’edificio una lapide con un'inscrizione che oltre a ricordare la vicinanza al sepolcro della moglie Lucrezia Tomacelli, vuole anche sottintendere la devozione e l’eterno legame con l’amata consorte. E’ il cardinal-principe Gerolamo, figlio di Filippo, che porta a termine i lavori di consolidamento e di ampliamento del palazzo tra il 1661 e il 1671, affidando l’incarico ad Antonio Del Grande, noto per aver edificato a Roma una parte del palazzo Doria, la galleria Colonna e per aver diretto i lavori di sistemazione dei palazzi di famiglia di Genazzano, Marino e Rocca di Papa. L’architetto realizza un progetto ad continuum per la residenza di Paliano, tenendo conto del primitivo assetto del tempo di Filippo. Il palazzo viene quindi ampliato verso sud con un corpo ortogonale a ‘L’. Come nell’edificio originario, Del Grande usa il ‘tufo nero’ estratto dalla cava del Cadàuso, una pietra di origine lavica che connota, anche da un punto di vista cromatico, gli elementi compositivi della seconda ala. Negli anni il palazzo si arricchisce di opere d’arte e di preziosi arredi trasferiti da altri luoghi: nella galleria delle armi, oltre a queste, sono conservati ritratti di vari personaggi e alcuni trofei di guerra tolti ai turchi nella battaglia di Lepanto. All’inizio del corridoio c’è la porta comunicante con la cappella privata all’interno della chiesa di Sant’Andrea, mentre sul fondo si trova la scala che immette nei sotterranei e nella cripta. Nei saloni del piano nobile, oltre a dipinti di artisti italiani e spagnoli del XVII e del XVIII secolo, si conserva un ritratto di Marcantonio Colonna di Scipione Pulzone, uno di papa Martino V, forse una copia del Pisanello, e un busto in marmo di Filippo I. Sempre di Marcantonio è conservato il suo letto da campo. Nell’antico salone d’ingresso, detto l’anticamera, vi sono dipinti con immagini di Bologna e a soggetto paesaggistico, quest’ultimi di Gaspard Dughet e Andrea Locatelli. Nel salone dell’ala sud, detto degli arazzi, sono conservati due enormi arazzi del ‘700 con stemmi del casato e due portantine dello stesso periodo.  (Fonte: www.prolocopaliano.it) »

  • PALAZZO D'OTTAVI

    PALAZZO D'OTTAVI

    Palazzo D'Ottavi è un palazzo nobiliare settecentesco. La sua denominazione originaria è Palazzo Tucci-Savo, in onore del gonfaloniere di Paliano, Benedetto Tucci-Savo, proprietario dello stabile durante l'ultimo periodo dello Stato Pontificio (1867). Nel seminterrato del Palazzo era presente un frantoio padronale, che venne scoperto solo successivamente, quando, la proprietà passò alla famiglia D'Ottavi. Attualmente il Palazzo è una residenza privata e dunque non è fruibile dai visitatori. »

  • CASTEL MATTIA O CASTELLACCIO

    CASTEL MATTIA O CASTELLACCIO

    Il  maniero sorge su una piccola altura nella Valle del Sacco, in un punto geograficamente strategico in quanto situato in corrispondenza di importanti distretti stradali. Fu fondato nel 1250 probabilmente da Mattia di Anagni, nipote di Gregorio IX,  per questo fu chiamato Castel Mattia o Castellaccio. Dominato dalla famiglia Colonna, fu compreso tra i feudi del Principato di Paliano nel 1569. Si vede ancora una cascina agricola, costruita all’interno delle mura appartenenti ad una piccola fortezza di epoca medievale. La pianta del castello è a forma rettangolare un po’ allungata; nel lato sud-ovest c’è una torre di forma cilindrica. Sovrasta il  portale di accesso lo stemma della famiglia Colonna; all’interno delle mura ci sono degli edifici adibiti ad uso agricolo o abitativo. Nel corso dei secoli il castello ha subito molte modifiche sotto il profilo edilizio. All’interno del complesso fortificato c’è un elemento autonomo ed isolato; solo successivamente sarebbero state erette le mura del castello accanto alla torre. Nel 1650 il cardinal Girolamo Colonna,  principe di Paliano,  commissionò i lavori di Castel Mattia all’architetto di famiglia,  Antonio Del Grande, il quale  nel 1661 incaricò il suo allievo, architetto Agostino Bana,  di seguire questi lavori, oltre a quelli già iniziati per realizzare una nuova ala del Palazzo Baronale situato all’ingresso della città di Paliano. Nel Seicento la piccola fortezza era già usata come cascina agricola e parte dei fabbricati erano riadattati a granaio, mentre il castello venne dotato di un nuovo ponte levatoio. All’interno del castello nel fabbricato est,  chiamato “palazzo”,  c’era una cappella,  a destra dell’entrata nel livello più alto. Nel 1801 non era più usata.  (Fonte: www.tesoridellazio.it) »