Chiese ed oratori

  • CHIESA DI SAN GIUSEPPE ARTIGIANO

    CHIESA DI SAN GIUSEPPE ARTIGIANO

    La chiesa è contemporanea,  edificata tra il 1987 e il 1988  per il volere di don Mario Feliciani ed è costituita da un’ unica grande navata, un campanile ed un portico; si trova a pochi chilometri da Paliano, in località “Le Mole”.  All’ interno della sacra struttura  ci sono diversi opere artistiche: dalle vetrate posta alle spalle dell’altare, nel presbiterio, laterali e sulla facciata ai dipinti dell’artista palianese Giacomo Lisia. La chiesa è divenuta parrocchiale nel 1986. »

  • CHIESA E CONVENTO DI SANTA MARIA DI PUGLIANO

    CHIESA E CONVENTO DI SANTA MARIA DI PUGLIANO

    La chiesetta si trovava lontano dall’ abitato e tra i boschi; accanto c’era una casa per eremiti che dovevano occuparsi della manutenzione. La prima chiesa esisteva almeno dal 1486, questo si deduce da una campana rimasta nel vecchio campanile nella Campanella della Madonna. Esistono due alternative sulla nascita della chiesa: la prima la vedrebbe eretta come ringraziamento alla Vergine per essere sopravvissuti ai numerosi assedi; un’ altra potrebbe collegarla all’ antico castello di Santa Maria Pugliano,  forse era una delle sue chiese rurali. Nel 1559 (a quel tempo principe di Paliano era Marcantonio Colonna) la comunità di Paliano affidò il compito di restaurare la chiesa a Padre Santo da Piglio, un Minore Conventuale che trasformò la chiesa e il romitorio in un convento del suo Ordine; la sacra immagine che veniva venerata  era chiamata Santa Maria Pugliano o “La Puglianella” poiché si credeva fosse giunta dalle Puglie tramite due soldati pugliesi delle truppe del Duca di Calabria. Un ruolo importante per la rinascita di Santa Maria Pugliano fu svolto da un prete palianese,  Don Isidoro Balzelli,  il quale attraverso Don Tommaso Struzzieri propose al fondatore dei Padri Passionisti (il passaggio dall’ ordine precedente al nuovo dei Passionisti avvenne nel 1750),  San Paolo della Croce,  di erigere una Congregazione in Santa Maria Pugliano. Il 23 Novembre 1755 i Passionisti presero possesso del Ritiro. La chiesa fu, quindi,  consacrata nel 1765 e  con l’occupazione francese,  nel 1810, la comunità fu sciolta riprendendo l’attività nel 1814 con  il ripristino del noviziato. Nel 1879 fu riaperto e adibito a scuola rurale,  i Passionisti pagavano l’affitto al comune di Paliano,  finché nel 1886,  messo all’asta,  il convento fu riacquistato dai religiosi. Durante la seconda Guerra Mondiale il convento fu occupato dai tedeschi e solo il 12 Settembre 1946 fu posta la prima pietra per ricostruire la chiesa più grande e decorosa. »

  • ORATORIO

    ORATORIO

    I primi cenni storici della costruzione sono presenti all’ interno della relazione di una visita pastorale del 17 maggio 1660 all’ interno della quale possiamo trovare riferimenti quali la dedica all’ Annunciazione e alla collocazione nel paese (prope portam), la medesima di oggi, nei pressi della storica porta di accesso denominata “porta napoletana”. La visita pastorale ci fotografa l’oratorio e come questo appariva al visitatore: aveva un altare con la mensa in mattoni, provvisto delle reliquie e del necessario, inoltre i confratelli nei giorni festivi recitavano le litanie della Beata Vergine. L’oratorio venne costruito sull’area della casa di Porzia Iacovella la quale stabilì, nel suo testamento attraverso una clausola, che vi fosse costruita la struttura religiosa con l’obbligo di  celebrare tre messe a settimana che veniva officiate dal sacerdote Bernardino Antonello; questo è un classico esempio di donazione pro anime. Le spese per la manutenzione dell’altare, delle lampade e per le altre necessità della struttura erano sostenute dai confratelli; altre spese necessarie, per un totale di 80 scudi, erano quelle riconducibili al salario annuale a favore del sacerdote Giovan Battista De Santis per la celebrazione delle funzioni che non potevano essere officiate dai confratelli. All’interno dell’oratorio, al tempo, era presente l’altare di Sant’ Omobono, nella pala d’altare vi erano le immagini della Beata Vergine, di S. Antonio e Sant’ Omobono; l’ altare era ius patronato del Signor Bertoni il quale aveva richiesto la celebrazione di una messa alla settimana. L’oratorio nel tempo ha subito delle modiche strutturali, ad oggi lo spazio interno non riporta segni degli altari precedentemente nominati, ha ricoperto una funzione religiosa fino al secondo dopoguerra con la presenza al suo interno della sede della Compagnia della buona morte (compagnia che aveva la funzione di accompagnare le salme durante il funerale). Negli anni ’80 del secolo scorso la struttura, grazie all’ intervento del parroco di Paliano don Franco, è stata ristrutturata; ad oggi viene utilizzata per diversi fini dalla chiesa. »

  • CHIESA DEL CARMINE

    CHIESA DEL CARMINE

    Non esistono documenti storici capaci di attestare la presenza della chiesa in epoca antica; solo la tradizione orale riesce a dare notizie frammentarie che ci comunicano la presenza, nell’ edifico sovrastante la chiesa, di un convento femminile dell’ordine delle Carmelitane. La tradizione orale si basa sulle incisioni, ancora oggi presenti, sull’ architrave dell’edificio che riportano la scritta "IHS", inserzione che distingueva i luoghi religiosi. Nell’ ordine delle Carmelitane c’era Clarice Turella, palianese in odore di santità nata nel 1710 e deceduta nel 1733; la salma è sepolta sotto l’altare dedicato nella "COLLEGIATA DI SANT’ANDREA APOSTOLO" collegiata di Sant’ Andrea. Oggi la chiesa è gestita dei fedeli e in occasione della Madonna del Carmine, il 16 luglio, viene celebrata una messa. »

  • CAPPELLA DELLA MADONNA DI ZANCATI

    CAPPELLA DELLA MADONNA DI ZANCATI

    La struttura è stata realizzata all’interno del Ritiro di Santa Maria di Pugliano dei padri passionisti di Paliano. Sopra all’altare troneggia l’immagine della Madonna di Zancati, alla quale è stata dedicata la cappella interna dello storico convento di passionisti di Paliano, fondato da San Paolo della Croce, nel 1755. Il culto alla Madonna di Zancati nella città di Paliano è antico ed è ben conservato e trasmesso di generazione in generazione.  Infatti, nella Collegiata di Sant’Andrea Apostolo, nel centro storico di Paliano, in fondo alla navata destra, vi è la Cappella della Madonna di Zancati, fatta erigere e decorare da Filippo I Colonna, negli anni 1632-34, al fine di ospitare l'immagine della Madonna con Bambino, detta di Zancati dal luogo del rinvenimento. L'affresco, vuole la tradizione, che si trovasse in una grotta scavata entro il masso della collina di Zancati, a pochi chilometri da Paliano.  Un ufficiale del Comune di Paliano la scoprì casualmente nel 1630. Ritenuta immagine miracolosa, venne traslata il 2 dicembre del 1632 in S. Andrea e fu posta in una macchina lignea approntata per l'occasione, sopra l'Altare Maggiore.  Il 21 novembre 1633 venne trasferita nella Cappella costruita appositamente per essa. Dopo affannosi interessamenti del passionista, padre Giuseppe Comparelli, durati praticamente trent’anni, la bellissima ed espressiva immagine è stata collocata sull’altare della Cappella interna del Convento di Passionisti di Paliano ed esposta al culto dei fedeli. Del resto il sito attuale è a poca distanza dalla distrutta città di Zancati, che fu cancellata dalla geografia locale ad opera del soldatesche colonnesi nel 1431, per la sua fedeltà al Papa, Eugenio IV. »