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  • BIBLIOTECA DI ARTE CONTEMPORANEA - ZERYNTHIA

    BIBLIOTECA DI ARTE CONTEMPORANEA - ZERYNTHIA

    Dal mese di luglio 2001 è aperta al pubblico la Biblioteca d'Arte Contemporanea dell'Associazione d'Arte Contemporanea Zerynthia, in comodato d'uso al comune di Paliano (Frosinone). La Biblioteca d'Arte Contemporanea è un progetto unico nel suo genere nel centro sud italiano: il suo patrimonio bibliografico racchiude più di tremila volumi editi dalla seconda metà del secolo appena trascorso fino ai giorni nostri. La Biblioteca situata all'interno della "BIBLIOTECA COMUNALE" href="http://benecomunepaliano.it/stage/?Biblioteca comunale di Paliano, comprende monografie, cataloghi di mostre collettive tenute in Italia e all'estero e riviste specializzate. Il soggetto trattato nei volumi abbraccia l'Arte dagli anni cinquanta fino ai giorni nostri. Molti volumi sono a tiratura limitata, autografati ed in più lingue. »

  • MOLA DE' PISCOLI

    MOLA DE' PISCOLI

    In località Colle Rampo, poco distante dal centro di Paliano, si trova questo casale fortificato con torre quadrata; fatto costruire nel XIII secolo da Riccardo, conte di Sora, appartenne ai Colonna, agli Annibaldi, ai de Pisculis, dai quali la mola prende il nome nel 1537, e di nuovo ai Colonna ai quali rimase per lungo tempo.  Fin dal periodo romano la vallata del fiume Sacco costituiva il punto di passaggio obbligato tra il Lazio e la Campania; le torri isolate, costruite nell’ entroterra in punti cruciali, formavano tra loro un sistema di presidio militare e di segnalazione ottica. La torre de’ Piscoli costituiva l’avamposto di vedetta delle vie Prenestina e Latina. Nel medioevo fungeva da passaggio obbligato per entrare nel territorio palianese, infatti la strada che conduceva a Paliano passava sopra il ponte della Mola sul quale era presente  una sentinella armata che obbligava al pagamento della tassa per l’attraversamento, detta “pontatico”. La Torre de' Piscalis, per l’ottima posizione orografica, assunse nel medioevo la destinazione a fortilizio, non più quindi una torre isolata ma torrione principale, o mastio, del castrum. Le acque del fiume Sacco alimentavano a quei tempi il fossato altissimo, vallum, che si vede tuttora e che isolava il castro. L’accesso al castrum avveniva tramite una piattaforma levatoia lignea, che permetteva di oltrepassare il fossato. Un ponte medievale a sesto ribassato, con grossi conci in tufo, varcava il fiume verso il territorio di Genazzano. La torre, a pianta quadrangolare costruita in muratura di pietrame locale, aveva un solo ingresso che immetteva in un piccolo vano, da dove ballatoi lignei e scale portavano alla terrazza. Nella torre, in caso di assedi, si svolgeva la vita privata del signore e quella degli uomini al suo servizio; gli ambienti, in successione verticale, accoglievano al piano seminterrato le armi e le vettovaglie, al piano rialzato la stanza del signore, ed all’ultimo livello l’alloggiamento dei guerrieri. Cessata la sua funzione prettamente militare, il fortilizio divenne una mola per la macina del grano alimentata dall’ acqua proveniente dal vallum e che veniva reinserita nel fiume. Proprio a questo periodo risale la testimonianza F. Gregorovius, studioso che ebbe modo di ammirare le bellezze del territorio e che scrisse a seguito di una visita: “Attraversai il Sacco presso la Mola dei Picari, un mulino in posizione molto pittoresca, poggiante sulle rovine di un antico castello dei Colonna, del quale è ancora rimasta la parte fondamentale. Di questo castello ebbi notizia da documenti che lo chiamavano Turris de Piscoli. Qui il Sacco scroscia violento oltre le rocce tufacee sulle quali sono le rovine del castello ricoperte da cespugli selvatici. Un tempo questo castello dominava la Via Latina…”. Il Castrum conserva, ad oggi, tutti gli elementi della sua fortificazione quali: la torre d'avvistamento, il fossato fornito di acqua, i locali per la custodia del frumento ed insieme al parco La Selva è stato nominato Monumento naturale. Fonte:www.comune.paliano.fr.it; www.lecatacombe.it »