Beni architettonici

  • LA FORTEZZA COLONNA

    LA FORTEZZA COLONNA

    La Fortezza Colonna, che si erge imponente su una collina tufacea, è un tipico esempio di architettura militare, risalente al XVI secolo. Già presente dal 1232, quando Paliano divenne castellanìa della Chiesa, la costruzione del mastio centrale, una torre di avvistamento  fortificata, a pianta quadrata, che svetta ancora oggi nel punto più alto del paese. Smantellata e ricostruita più volte nel corso dei secoli, nel 1559 la Fortezza, tornata definitivamente nelle mani della famiglia Colonna, fu interessata da lavori di consolidamento  e ampliamento, terminati intorno al 1565. Qualche anno più tardi, tornato vincitore dalla battaglia di Lepanto (1571), Marcantonio Colonna decide di far affrescare nelle stanze interne della Fortezza una rappresentazione del suo ritorno trionfale a Roma. Nel 1799, con l'invasione dei francesi dei possedimenti degli Stati della Chiesa, il palazzo venne in parte distrutto e deprivato dei suoi cimeli di guerra. Dopo una nuova cessione da parte di Aspreno Colonna alla Chiesa furono avviati nuovi lavori di adeguamento, nel 1844, tramite i quali la Fortezza venne adibita per la prima volta a bagno penale e carcere duro per gli oppositori politici, e dopo il 1861 fece costruire una nuova caserma per le truppe di presidio. Durante l’occupazione tedesca, nel Forte vennero rinchiusi militari sbandati, renitenti alla leva, civili e partigiani arrestati in conseguenza di attentati portati contro i tedeschi in provincia di Frosinone. Solo tra la fine del 1970 e gli inizi del 1980,  il Forte venne destinato a carcere di massima sicurezza e ancora oggi ospita circa 60 detenuti. Attualmente presenta una doppia cinta muraria ed i caratteristici baluardi e bastioni a "coda di nibbio". »

  • MURA CITTADINE

    MURA CITTADINE

    Le mura circondano il paese per un perimetro di circa 2, 5 Km, furono costruite nel 1232 quando Paliano divenne Castellania della Chiesa,  con lo scopo di difendere da sud lo Stato Pontificio delimitando  il confine tra lo spazio cittadino ed il territorio circostante. Più volte diroccate a causa dei frequenti attacchi, furono restaurate e consolidate nel XVI sec. quando la rocca di Paliano divenne un importante centro militare strategico. Le mura furono rinforzate con baluardi e bastioni,  per rendere meno accessibili gli attacchi al paese. Lungo la cinta muraria vennero realizzati  diversi baluardi ; queste importanti opere di fortificazione, realizzate dal 1554 al 1565, fecero assumere a Paliano una conformazione di città – fortezza,  visibile ancora oggi. Il bastione di Sant’Anna era l’opera fortificata più poderosa delle mura di Paliano. Esso fu demolito nel 1933- 1934 per far spazio al nuovo edificio comunale; sue tracce sono visibili ancora oggi attraverso il rudere su cui si eleva la colonna con la lupa. La cinta muraria fu consolidata e restaurata in diverse epoche successive: nel 1625 da “tal Giovanni Gallo muratore”; nel 1647 dall’architetto Ansaldo De Mari per rinforzare le mura,  sotto il cardinale Girolamo Colonna; nel 1710 sotto Filippo II Colonna ci fu un importante restauro con il governatore Antonio Ossario. Nel 1898 le mura vennero abbassate di qualche metro e aperte in due punti: sulla destra di Porta Romana e nella parte est,  tra il bastione e la chiesa di Sant’Anna, per costruire la strada carrabile per Anagni; in questo caso fu demolita la Porta Sabauda. Nel 1978  il tratto di cinta muraria che precede immediatamente il monumento ai Caduti franò, riversandosi  nella strada sottostante; venne in seguito sostituito da un muraglione in cemento armato. Lungo le mura bastionate che circondano il centro storico  si aprono tre porte: Porta Romana nel versante ovest,  Porta Napoletana nel versante sud e  Porta Furba ad est.  Fonte: www.palianoturismo.it »

  • PORTA ROMANA

    PORTA ROMANA

    Entrando a Paliano,  lungo le mura bastionate,  è collocata Porta Romana  chiamata così perché collegava il paese con la strada che conduceva a Roma. La sua costruzione risale al 1232 al tempo della fortificazione del paese da parte di Gregorio IX,  allo scopo di difendere da sud lo Stato Pontificio. Nel 1557 dopo la guerra di Campagna,  sullo stipite della porta fu fatto dipingere Astera con le bilance in mano per mostrare la retta amministrazione della giustizia,  e la Pace con il motto “PAX ET JUSTITIA OSCULATA SUNT”; questi affreschi sono andati perduti. Nel 1565 la porta fu restaurata, a quel tempo essa era solo un arco con ornamento di  conci in bugnato (pietra squadrata lavorata ruvida o liscia utilizzata dai romani e in epoca medievale). Nel 1710  con Filippo II Colonna, attraverso il Governatore Antonio Ossario,  venne completamente modificata a propugnacolo, un tipo di costruzione militare degli antichi romani avente due porte,  una esterna ed una interna,   che racchiudevano un cortile per rendere la porta più protetta e difesa.  Fu costruito il piccolo edificio in sopraelevazione come posto di guardia della Milizia colonnese,  composta da un ingresso,  una stanza a quattro finestre,  la copertura a tetto con al centro una piccola colonna simbolo dei principi di Paliano ed il ponte levatoio. Agli inizi dell’Ottocento la Porta non aveva più il ponte levatoio,  ma un piccolo muro di cinta con due feritoie (strette aperture verticali,  allargate verso la parete interna ricavate dal muro). Negli anni Venti del Novecento si nota una ricca merlatura  di tipo “ghibellino”,  a coda di rondine,  e di colore diverso rispetto all’intonaco dell’intero fabbricato; probabilmente furono adattati alla fine dell’Ottocento quando fu abbattuto un tratto di mura alla sinistra della porta  e abbassate di due metri le mura del castello. Porta Romana venne isolata e resa inutilizzata con l’apertura al suo fianco,  della strada  carrozzabile. Da notare il cancello in ferro  sistemato sui vecchi cardini di un portone preesistente. Il fabbricato presenta due fori di sostegno,  a sezione quadrata,  del ponte levatoio,  perché anticamente aveva davanti un piccolo fossato alimentato dall’acqua che fuoriusciva dalle chiuse situate una all’interno una all’esterno della Porta,  acqua che proveniva dalla cisterna del Forte. Attualmente sono murate con della calce e vanno riaperte. Non si conosce l’esatta tinteggiatura antica dell’edificio,  sono ben visibili le cornici esterne dell’ingresso dell’ex corpo di guardia e delle due finestre centrali in peperino grigio del luogo. Fonte: www.palianoturismo.it »

  • PORTA NAPOLETANA

    PORTA NAPOLETANA

    Nel versante sud,  verso la Campania,  si apre su Via Fratelli Beguinot porta Napoletana; l’edificio era un nucleo in muratura con ponte levatoio ma senza copertura. Costruita nel medioevo insieme alle altre porte,  fu ristrutturata nel XVII sec per opera dell’architetto Carlo Brancacci che ricostruì la porta sopra i resti di una più antica. Successivamente vi fu un altro restauro assieme alle mura nel 1704 ad opera del Governatore Antonio Ossario; ciò si deduce dalla piccola lapide  a destra dell’arco della porta anche se difficilmente  leggibile. L’ultimo restauro che portò la porta nello stato attuale,  con l’aggiunta di una copertura,  avvenne nel 1787 al tempo di Filippo III Colonna. Probabilmente alzò di un altro piano la porta,  al centro,  tra le scanalature del ponte levatoio  affisse una lapide in pietra con stemma colonnese; quasi sottotetto aprì due nicchie con in mezzo l’iscrizione a ricordo del restauro e dell’ornamento della porta. Fonte: www.palianoturismo.it »

  • PORTA FURBA

    PORTA FURBA

    Situata nella parte nord del paese,  nel centro storico,  più che una porta è una piccola apertura nelle mura protetta dalla naturale scarpata e ben nascosta. Più che un ingresso doveva essere un’uscita di sicurezza per possibili fughe in caso di attacco  o di assedio della città. Fonte: www.palianoturismo.it »